e-commerce: un’opportunità da cogliere.

In questo periodo il l’e-commerce ha visto un’espansione notevole. I vantaggi sono numerosi: la possibilità di raggiungere una platea più ampia di clienti, l’apertura 24/7 , la riduzione dei costi di struttura, produzione guidata sulla base della domanda, sviluppo di campagne promozionali…

Avete già un’azienda e volete espandervi con le vendite online dei vostri prodotti? Oppure siete intenzionati ad aprire un’azienda che vende solo online. Ecco qui riepilogati tutti gli adempimenti necessari.

Iscrizioni iniziali dell’attività

Le iscrizioni necessarie sono quelle di una normale attività:

  • Apertura Partita IVA
  • Iscrizione registro imprese
  • Iscrizione INPS
  • Iscrizione INAIL
  • Iscrizione al VIES in caso si effettuino cessioni intacomunitarie
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune.

Nel caso la ditta esista già e si voglia espandere l’attività online, bisogna effettuare delle variazioni alle iscrizioni di cui sopra

Tipologia di siti internet

Innanzi tutto, per inquadrare l’e-commerce, è importante sapere quali siano le tipologie di siti internet.

Abbiamo sostanzialmente tre tipologie di siti:

  1. Vetrina. La funzione è meramente informativa. Ha come obiettivo quello di illustrare l’attività dell’impresa: quindi, si tratta del sito web classico, che funge da brochure online, con le pagine che indicano “chi siamo”, prodotti e servizi offerti, contatti, ecc..
  2. Pubblicitari. Ha come scopo principale quello di far conoscere i prodotti/sevizi offerti dall’azienda ai potenziali clienti del web… L’azienda mette a disposizione all’interno del sito web cataloghi on-line, offerte commerciali e promozioni in corso. In tale tipologia di sito Internet non è comunque possibile effettuare acquisti direttamente on-line; conseguentemente, l’utente dovrà procedere a contattare l’azienda mediante i canali ordinari.
  3. Commercio elettronico. Consente di effettuare gli acquisti di beni/servizi direttamente on-line. Si può gestire direttamente l’ordine, il pagamento e concordare la relativa consegna dei prodotti/servizi.

Nei primi due casi, se fate solo pubblicità ai vostri prodotti e servizi ma poi la vendita effettiva viene effettuata in negozio, non si tratta di commercio elettronico.

Vediamo più in dettaglio il terzo caso, che è quello che ci interessa.

Costi di realizzazione del sito

I costi sostenuti per la realizzazione, a seconda della tipologia del sito che abbiamo visto sopra, sono trattati in maniera diversa.

I costi per la creazione possono comprendere:

  • i costi relativi alla fornitura dell’host (Aruba, Siteground..) e registrazione dominio;
  • costi di progettazione del sito (analisi fattibilità, definizione obiettivi…)
  • costi di sviluppo (contenuti e grafica)
  • costi per la formazione personale sulla gestione de sito

Nel caso del sito di e-commerce questi costi avranno durata pluriennale e saranno messi in ammortamento. L’IVA su questi servizi è deducibile.

Commercio elettronico diretto e indiretto

L’e-commerce si divide in due tipologie:

  1. Commercio elettronico diretto: tutte le fasi della transazione avvengono on line (ordine, pagamento, consegna). Si tratta di cessione di beni cosiddetti digitali (software, filmati, musica, servizi di biglietteria, intrattenimento, banking, assicurazione, informativi, legali, ecc.).
  2. Commercio elettronico indiretto: l’ordine, ed eventualmente anche il pagamento, sono effettuati on-line, ma il bene viene poi fisicamente spedito al domicilio dell’acquirente. Qualora siano rispettate determinate caratteristiche (acquirente privato consumatore e trasporto curato direttamente dal fornitore o per suo cono) tornano applicabili le regole fiscali riservate alle c.d. “vendita per corrispondenza”.

Fino al 30.06.2021 queste due tipologie avevano una gestione molto differente del punto di vista dell’IVA intra UE. Adesso la gestione è stata uniformata

IVA nel commercio elettronico

La parte complicata dell’e-commerce riguarda l’IVA. Riepiloghiamo qua le principali caratteristiche.

Vendite B2B – commercio elettronico diretto

Il commercio diretto verso altre aziende è da inquadrare tra le prestazioni di servizi c.d. generiche disciplinate (quindi, territorialmente rilevanti ai fini Iva ove è “stabilito” il committente soggetto passivo Iva). Verrà emessa normale fattura e, nel caso delle vendite verso i paesi UE, verrà presentato il modello Intrastat servizi.

Avremo quindi queste tre casistiche:

  • Vendita a committente italiano: si applica l’iva italiana
  • Vendita a committente UE: operazione non soggetta a IVA ex artt. da 7 a 7-sepries DPR 633/1972. Presentazione Intrastat servizi
  • Vendita a committente extra UE: operazione non soggetta a IVA ex artt. da 7 ter DPR 633/1972.

Vendite B2B – commercio elettronico indiretto

La vendita di beni ad aziende funziona in questo modo: la transazione avviene online mentre la consegna della merce avviene tramite spedizione.

Ai fini IVA nei rapporti B2B si seguono le regole ordinarie della vendita delle merci.
Verrà emessa normale fattura e, nel caso delle vendite verso i paesi UE, verrà presentato il modello Intrastat beni.

Le casistiche sono le seguenti:

  • Vendita a committente italiano: si applica l’iva italiana
  • Vendita a committente UE: operazione non imponibile ex Art.41-42 DL 331/93. Presentazione Intrastat beni
  • Vendita a committente extra UE: operazione non imponibile ex art. 8 c.1 DPR 633/72

Vendite B2C – commercio elettronico diretto e indiretto verso consumatori finali

La vendita di beni e servizi al consumatore finale è stata uniformata. Nel caso di vendita a consumatore finale italiano, la vendita tramite e-commerce non è soggetta all’obbligo di emissione della fattura (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione della stessa); inoltre, vi è anche l’esonero dall’obbligo di rilasciare scontrini o ricevute fiscali ovvero in via generalizzata dal 1.01.2020 del “Documento commerciale”.

In ogni caso i corrispettivi giornalieri devono poi essere registrati all’interno del registro dei corrispettivi di cui all’art. 24 D.P.R. 633/1972.

L’esclusione dall’obbligo di certificazione delle vendite on-line di servizi digitali a privati consumatori (o assimilati) italiani è una facoltà, quindi, nulla vieta ai cedenti soggetti passivi Iva di emettere regolare fattura con tenuta dei registri Iva vendite ordinari.

A livello europeo invece, è stata introdotta la soglia annua di 10.000 euro. Questa soglia si calcola sommando per ciascun anno il valore totale delle vendite a distanza intracomunitarie di beni, al netto dell’Iva a privati consumatori stabiliti in altri Stati membri della UE.

Al di sotto della soglia alle operazioni di commercio elettronico diretto rese a privati consumatori di altri Paesi della UE si applica l’IVA italiana.

Se nel corso di un anno civile la citata soglia di € 10.000 viene superata, si applica, a partire da tale data, l’iva del paese del cessionario. In tal caso il prestatore dovrà nominare un rappresentante fiscale ovvero aprire identificazione diretta Iva nei Paesi della UE ove avvengono le cessioni. Oppure optare per il OSS di cui parleremo più sotto. Rimane, comunque, ferma la possibilità di optare per la tassazione a destinazione, indipendentemente dal superamento della citata soglia di € 10.000.

Le casistiche sono le seguenti:

  • Vendita a committente italiano: si applica l’iva italiana
  • Vendita a committente UE: si applica l’iva italiana fino alla soglia di 10.000 Euro. Al di sopra della soglia si applica l’iva del paese di residenza del committente. Peer farlo bisogna identificarsi in quel paese con un rappresentante fiscale oppure aderire al sistema OSS.
  • Vendita a committente extra UE: operazione non imponibile

Cos’è il sistema OSS

Il sistema OSS è stato introdotto per semplificare l’adempimento della liquidazione dell’iva nei vari paesi europei. Infatti, invece che doversi identificare in ogni stato in cui si effettuano le vendite, basta registrarsi online al sistema OSS.

La registrazione si effettua dalla scrivania di Entratel/Fisconline. C’è un’apposita sezione a destra che si chiama “Regimi IVA MOSS,OSS e IOSS” da cui è possibile effettuare l’opzione e gestire il regime.

Una volta iscritti, viene assegnato un numero di identificazione (che è una specie di partita iva specifica per le operazioni OSS) e si possono gestire online tutti gli adempimenti e liquidare l’iva dovuta.

Vediamo più in dettaglio questi adempimenti.

Il soggetto aderente è tenuto a presentare un’apposita dichiarazione IVA entro il mese successivo a ciascun trimestre, contenente i seguenti dati:

  • numero di identificazione
  • ammontare delle prestazioni di servizi digitali e/o delle vendite a distanza effettuate nel trimestre di riferimento, distintamente per ciascuno Stato membro di domicilio o di residenza dei clienti e suddiviso per aliquote, al netto dell’Iva;
  • aliquote applicate in relazione allo Stato membro di domicilio o di residenza dei clienti;
  • ammontare dell’Iva, suddiviso per aliquote, spettante a ciascuno Stato membro di domicilio o di residenza dei clienti.

Per queste operazioni è quindi previsto l’esonero dagli obblighi di fatturazione, registrazione e presentazione della dichiarazione IVA annuale (questi adempimenti sono sostituiti proprio da questa dichiarazione trimestrale).

Entro il medesimo termine del mese successivo a ciascun trimestre, il soggetto aderente è tenuto a versare l’Iva dovuta sulle operazioni indicate nella dichiarazione Iva (lo Stato di identificazione trasmetterà poi le dichiarazioni, unitamente all’imposta versata, allo Stato membro di consumo).

E se vendo tramite marketplace?

Nel caso di vendita tramite i cd. marketplace (ad esempio Amazon, ebay, Etsy, Fiverr…) , la disciplina Iva non si discosta molto da quanto detto in precedenza. Il venditore (partita Iva italiana) che si affida a queste piattaforme, riceverà una fattura dal gestore della piattaforma in relazione ai servizi ricevuti (es.stoccaggio). Tale fattura sarà soggetta alla normativa Iva tipica dei rapporti B2B.
Il venditore (partita Iva italiana) di contro emetterà una fattura di vendita al cliente finale (che sarà B2C o B2B e quindi rientrerà nelle casistiche sopra).

Volete saperne di più o avete esigenze specifiche?

Se avete intenzione di aprire un’attività di vendita online, potete approfittare della nostra promozione:

fino al 30/01/2022, se aprite un’attività scegliendo noi come vostri commercialisti, ci occuperemo gratuitamente di tutti gli adempimenti per avviare la vostra attività (richiesta attribuzione partita IVA, iscrizione a Camera di Commercio, iscrizione a INP, INAIL, SCIA al comune).

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Published On: 10/12/2021Categories: e-commerce, Fisco

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