Aprire un’attività d’impresa

Ieri Google ha pubblicato il report delle ricerche più effettuate nel 2021 sul motore di ricerca. Scopriamo che che “Come avviare un’attività” è stata una delle frasi più ricercate del 2021, superando anche “come cercare lavoro”.

Allora vogliamo cogliere la palla al balzo e vediamo insieme i 3 passi da seguire per aprire un la vostra nuova attività!

1) Progetta la tua attività

Hai l’idea generica di aprire un’azienda. La prima cosa da fare è costruire il progetto della tua attività (il così detto Business Plan), in cui dovrai prevedere a grandi linee quello che farai, come ti organizzerai, quale sarà il tuo mercato potenziale e facendo una stima di costi e ricavi previsti.

In pratica ci si mette un attimo a tavolino e si ragiona su quello che sarà la nostra attività.

Vediamo rapidamente come costruire un business plan semplificandolo sotto forma di domande a cui devi rispondere.

Mission della tua attività

  • Cosa farai?
  • Cosa offrirai?
  • A chi ti rivolgerai? (Chi sono ti tuoi potenziali clienti?)
  • Cosa ti differenzierà dai tuoi concorrenti?
  • Quali sono i tuoi obiettivi?

Prodotti offerti

  • Che prodotti offrirai? Dai una descrizione generica
  • Nello specifico? Un elenco dettagliato dei prodotti o dei servizi che vorrai dare
  • I tuoi prodotti o servizi sono competitivi rispetto ai tuoi concorrenti?

Clienti

  • Chi è il tuo cliente ideale? Prova a scrivere i suoi dati demografici, età, sesso, reddito. Dati psicologici: passioni, desideri abitudini di acquisto eccetera. E’ un esercizio molto utile per capire poi come muoversi a livello di marketing. Se hai bene idea dei soggetti a cui ti vuoi rivolgere, tutta la comunicazione della tua attività sarà fatta su misura per loro.

Mercato

Fai una stima del mercato a cui ti rivolgi. Bisogna valutare tre fattori: l’area geografica coperta dalla tua attività, il bacino demografico (quanto sono numerosi i tuoi potenziali clienti in quell’area) e il ciclo di vita (cioè quanti lavori prevedi di realizzare verso lo stesso cliente).

Fai anche una valutazione sulla concorrenza: quanti potenziali concorrenti ci sono in quell’area? Come lavorano? Quali sono i loro punti di forza da cui potresti prendere spunto e quali sono i loro punti deboli che vorresti evitare?

Organizzazione

  • La tua attività sarà stabilita in un locale di tua proprietà o hai intenzione di affittare o comprare un immobile?
  • Prevedi di assumere dei dipendenti?
  • Quante ore al giorno prevedi di lavorare?
  • Hai la necessità di ottenere licenze, permessi o attestazioni? Quali sono le tempistiche per ottenerli?

Strategie di marketing

  • Quali canali utilizzerai per raggiungere i tuoi clienti? Ad esempio farai pubblicità? Aprirai un sito? Farai alleanze commerciali? Parteciperai a fiere? Come ti promuoverai?

Piano finanziario

Questa è la parte più importante in cui dovrai valutare le entrate e le uscite previste. Normalmente ha senso darsi come linea temporale una proiezione a 12 mesi.

Puoi iniziare stabilendo quali costi avrai. Ci saranno due tipologie di costi.

I costi fissi (che sono quelli che avrai indipendentemente dal numero di servizi o beni che offrirai). Sono, ad esempio: cancelleria, telefono, software, bollette, affitti, tasse, iscrizioni a associazioni, corsi di aggiornamento, spese di trasporto, commercialista, assicurazioni, dipendenti, consulente del lavoro…

I costi variabili sono invece quelli che variano a seconda del numero di prodotti o servizi che vendi, ad esempio materie prime, prodotti da rivendere, lavorazioni eseguite da terzi…

Inoltre il primo anno dovrai sostenere costi più alti per avviare l’attività (acquisto attrezzature e beni che ti servono per lavorare, acquisto immobili, spese notaio…). Questi costi vanno ripartiti su più esercizi in quanto la loro utilità non si esaurisce al momento che sostieni il costo ma è relativa a più anni.

Una volta individuati i costi fissi ti devi chiedere: quanto voglio guadagnare all’anno? Ad esempio supponiamo 30.000 Euro.

Se consideriamo le spese fisse (facciamo finta che hai calcolato 20.000 Euro di spese fisse all’anno compreso l’ammortamento annuale dei beni di cui sopra) a cui sommiamo il tuo stipendio da 30.000 Euro l’anno, vuol dire che devi essere in grado di sostenere almeno 50.000 Euro di costi annui dell’attività per ottenere quello stipendio.

Ora chiediti: quali saranno i tuoi ricavi annui? Quante vendite prevedi di fare? A quanto venderai i tuoi prodotti? Quanto prevedi di incassare? Tieni conto che dagli incassi dovrai togliere ancora i costi variabili. Se non hai bene idea dei ricavi potenziali, puoi affidarti a dati di attività dello stesso settore.

A questo punto, tenendo conto dei ricavi, riesci ancora ad avere un reddito soddisfacente?

Ovviamente questo calcolo è molto a grandi linee. Però è solo una primissima valutazione che serve a capire se l’attività possa reggersi in piedi.

Perché la tentazione di molti è: vabbè proviamo, poi si vedrà: ecco, è meglio essere più prudenti in questi casi.

Se invece prevedi di rilevare un’attività già esistente, allora sei avvantaggiato perché puoi farti dare un bilancino (in genere si chiedono i bilanci degli ultimi tre anni) e lavorare in maniera più concreta su dati già esistenti.

Se ci passi a trovare ti aiutiamo a fare insieme una valutazione economica di questo tipo.

2) Scegli la forma giuridica

Una volta definita la tua attività, devi scegliere la forma giuridica adatta.

Le forma giuridiche per un’attività commerciale si dividono in tre grandi gruppi (tralasciando forme particolari con altre finalità come associazioni, cooperative eccetera):

  • Ditte individuali (singolo imprenditore, professionista o impresa famigliare)
  • Società di persone (SAS, SNC)
  • Società di capitali (SRL, SPA, SAPA)

Le differenze sono molte sia in ambito giuridico che fiscale. La scelta va fatta tenendo conto di vari fattori, tra cui:

chi svolgerà l’attività? Una sola persona o un gruppo di persone? Chi prenderà le decisioni aziendali? Qual è il fatturato che si prevede? Ci sono immobili di proprietà o beni di valore? Si prevede una struttura complessa (ad esempio più punti vendita, produzione dislocata in luoghi diversi, parte dell’attività all’estero..) o un solo punto vendita o un negozio di piccole dimensioni?

Lo sbaglio più grande che si può fare in questa fase è quello di scegliere una forma giuridica sovradimensionata rispetto all’attività aziendale. Il classico errore è quello di partire ad esempio con una SRL perchè è una forma giuridica che permette di pagare meno tasse.

Però, di solito, i primi anni, si è in perdita quindi il problema delle tasse non si pone. Per contro, una SRL costa: la contabilità è più complessa, gli adempimenti sono maggiori e le spese sono più alte. Così ci si ritrova a fine anno a dover versare dei soldi per coprire le perdite o a dover chiudere l’attività.

L’attività deve essere pensata come un organismo che nasce piccolo e poi si sviluppa col crescere del fatturato e della complessità dell’azienda. Inquadrare la forma giuridica più adatta alle tue esigenze è un nostro compito. Vienici a parlare: in base a quello che hai in mente ti proporremo le soluzioni alternative più adatte.

3) Avvia la tua attività

Abbiamo stabilito che la nostra attività può funzionare e c’è mercato. Abbiamo deciso la forma giuridica più adatta. Bene. Non ci resta che avviare materialmente l’attività!

Vediamo insieme i passaggi principali

  • Nel caso si sia scelta una forma societaria bisognerà predisporre un atto costitutivo presso un notaio. Nel caso di ditta individuale si salta questo passaggio;
  • Bisognerà chiedere all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione della Partita IVA, che è il numero che ti identificherà per tutte le operazioni commerciali. In questa fase si dovrà contestualmente stabilire il regime contabile che adotterai: forfettario, semplificato o ordinario;
  • Bisognerà anche prendere una casella PEC su cui verranno inviate le comunicazioni ufficiali da parte delle pubbliche amministrazioni. la PEC dovrà essere comunicata alla Camera di Commercio o all’Ordine di appartenenza nel caso di professionisti;
  • Bisognerà poi iscriversi alla Camera di Commercio (tutti tranne i professionisti) e, nel caso di società di capitali, vidimare i libri sociali;
  • Bisognerà iscriversi alternativamente all’INPS, o a una cassa di previdenza specifica nel caso siate professionisti (ad esempio cassa Geometri, cassa degli Architetti…);
  • Se si hanno dipendenti bisognerà iscriversi anche all’INAIL;
  • Bisognerà presentare eventuale un’eventuale SCIA al Comune;
  • In caso di vendite online a consumatori europei, bisogna valutare l’iscrizione al MOSS;
  • E’ poi fondamentale dotarsi dello SPID per poter accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate da cui si gestisce tutta la parte fiscale della fatturazione elettronica;
  • Dotarsi di un programma di fatturazione elettronica (sono esclusi, per ora, i forfettari).

Bisognerà tenere conto inoltre di eventuali licenze specifiche o corsi da effettuare (sicurezza, HACCP, patentini, primo soccorso…)

Fatto tutto questo, siete pronti a iniziare!

Ricordiamo che è in corso la nostra offerta: sceglici come tuoi commercialisti per avviare un’attività entro il 31/01/2022 e ci occuperemo gratuitamente delle pratiche di inizio attività!

CONTATTACI!
Published On: 16/12/2021Categories: Adempimenti

Ultimi articoli

Categorie

Cerca nel sito