Guida Semplice al Concordato Preventivo Biennale (2026-2027): Conviene Aderire?
Nel nostro lavoro quotidiano al fianco delle vostre attività, so bene quanto sia importante pianificare in anticipo le uscite e avere certezze sulle tasse da pagare. Oggi vediamo in modo semplice e schematico come funziona il Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2026-2027.
Che cos’è il Concordato Preventivo Biennale?
Si tratta di un vero e proprio “accordo” che potete stringere con l’Agenzia delle Entrate. Questo patto vi permette di definire in anticipo le imposte sui redditi e i contributi INPS che dovrete versare per i prossimi due anni (2026 e 2027).
La base di partenza per calcolare la proposta del Fisco è il vostro reddito del 2025 e la vostra “pagella fiscale”, ovvero il punteggio ISA. È importante sottolineare che l’IVA rimane completamente fuori da questo accordo e continuerà a funzionare con le regole normali.
Cosa succede se accetto la proposta? (Reddito vs. Concordato)
Se decidete di firmare questo accordo, ci sono due scenari possibili durante l’anno:
- Se guadagnate di più di quanto concordato: Tutto l’incasso extra è completamente esentasse e non ci pagherete sopra nemmeno i contributi INPS. Sulla parte di reddito in più rispetto al 2025, si applica invece una “Flat Tax” agevolata.
- Se guadagnate di meno di quanto concordato: Dovrete comunque pagare le imposte e i contributi INPS sulla cifra che avevate accettato nell’accordo iniziale.
Si tratta quindi di valutare bene quali saranno i vostri incassi previsti per l’anno 2026 (in questo caso è facile perchè, essendo a fine anno abbiamo già dati sull’andamento dei ricavi) e per l’anno 2027 ( e qui dovete valutare voi come potrebbe andare il prossimo anno).
I vantaggi della “Flat Tax” CPB
Il grande vantaggio di questo strumento è una tassazione agevolata sulla quota di reddito concordato che supera quello che avete guadagnato nel 2025. L’aliquota di questa Flat Tax (fino a un massimo di 85.000 euro) dipende dal vostro voto ISA del 2025:
- Tassa al 10%: se il vostro punteggio ISA è uguale o superiore a 8.
- Tassa al 12%: se il vostro punteggio ISA è tra 6 e 7,99.
- Tassa al 15%: se il vostro punteggio ISA è inferiore a 6.
Agevolazioni per chi “Rinnova”
Se avevate già aderito al concordato precedente (2024-2025) e decidete di rinnovarlo, il nuovo Decreto Omnibus vi riserva vantaggi:
- Sanatoria Ravvedimento Speciale: Potete mettere al riparo da eventuali accertamenti fiscali tutti gli anni dal 2020 al 2023 pagando un’imposta minima.
- Nessun interesse: Zero interessi se scegliete di pagare a rate il saldo e il primo acconto delle imposte.
- Niente rincari sugli acconti: Sarete esentati dalla maggiorazione d’acconto (che invece è del 10% per i nuovi aderenti).
- Meno controlli: Il tempo a disposizione del Fisco per farvi un accertamento viene ridotto di ben due anni.
Regole d’oro: Quando NON si può fare e quando si perde
L’accesso all’accordo richiede dei requisiti precisi. Ecco i principali ostacoli all’ingresso:
- Non potete partecipare se avete debiti con il Fisco o con l’INPS superiori a 5.000 euro, a meno che non li abbiate già messi in regola con una rateazione.
- Non potete partecipare se non avete presentato la dichiarazione dei redditi in almeno uno degli ultimi tre anni (2023, 2024, 2025).
Inoltre, si perde l’accordo e i suoi benefici se si commettono errori gravi, come:
- Non fare gli scontrini per tre volte in giorni diversi.
- Nascondere al Fisco compensi per un importo superiore al 30% del dichiarato.
- Passare al regime forfettario.
Chi può aderire al Concordato?
Oltre alle regole che abbiamo già visto sui debiti e sull’obbligo di aver presentato regolarmente le ultime dichiarazioni dei redditi, ci sono altre condizioni importanti per poter aderire. Nello specifico, l’accesso vi è bloccato se:
- Avete subìto condanne per reati fiscali: La fedina penale tributaria deve essere pulita. Siete esclusi in caso di condanne definitive (o patteggiamenti con pene superiori a due anni) per reati fiscali, riciclaggio o false comunicazioni sociali negli ultimi tre anni.
- Avete troppi redditi “esentasse”: Non potete partecipare se i vostri redditi esenti, esclusi o agevolati superano il 40% del vostro reddito complessivo d’impresa o di lavoro autonomo.
- Prevedete operazioni straordinarie: Siete fuori dall’accordo se, nel primo anno del biennio (2026), avete in programma di fare cambiamenti drastici, come cedere l’azienda, fare fusioni, scissioni o aumentare il numero dei soci.
Scadenze e prossimi passi
La scadenza ufficiale e irrevocabile per aderire a questa proposta è fissata al 2 novembre 2026. Vi invito a contattare direttamente lo Studio per valutare in modo personalizzato i vostri numeri e decidere insieme, in totale serenità, se questa opzione è conveniente per la vostra specifica situazione.








